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VI RACCONTO DI ME... Vi racconto di me che passo e scruto...
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Lo zibaldone dei pensieri A TUTTO VOLUME L'altra verità, diario di una diversa (Alda Merini) L'insostenibile leggerezza dell'essere (M.Kundera) Una donna La casa degli spiriti Piccole Gioie Il paese mancato Link sphera Categorie di pensiero oggi |
18/05/2008Lala76, maggio 18, 2008 22:07 ![]() GLI SPARTITI NELLA TASCA E' che sono nella tasca, nella tasca della vita, nella tasca della tua chitarra. Non c'è posto per me, sono nella tasca del silenzio. Nella tasca dell'amore che non è uno quel tramonto dorato. Nella tasca del sogno che si è seccato nel colore del mio viso che diventa amaro, nel tuo viso che suona lontano. 17/05/2008Lala76, maggio 17, 2008 14:38 commenti (2) | Link 16/05/2008Lala76, maggio 16, 2008 13:52 E così mi trovo seduta sotto questo portico a bere da una tazza fumante, con il tavolo coperto da libri che ho appena letto e il racconto che aspetta di essere scritto. Iniziano a piovere gocce di ricordi che scendono su catrame afoso e mi trovo a pregare come se fossi sulla mia scogliera, come se fosse settembre con il paese che si prepara a restare di nuovo solo. Mi scopro a fare voti laceranti pur di avere ciò per cui prego... e mi trovo meschina e disperata a pregare per la mia felicità, come direbbe l'Alda "Se Dio mi assolve lo fa per per insufficienza di prove" commenti (5) | LinkLala76, maggio 16, 2008 10:41
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento' . Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini ' . Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo. Noi che il Ciao si accendeva pedalando. Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita , e poi la bella , e poi la bella della bella . Noi che giocavamo a nomi, cose, animali , città . . (e la città con Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini . Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto con il passaggio segreto . Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda colori ' . Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri , e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic. Noi che al cine usciva un cartone animato ogni dieci anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro (di Walt Disney) . Noi che sentivamo i 45 giri nel mangiadischi e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos'è Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese,un tedesco e un italiano. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. Noi che si andava in cabina a telefonare. Noi che c'era foto. Noi che andavamo a letto dopo il carosello (Milo io non sono così vecchia :D ) Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo. Noi che Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorr identi . Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. Noi che a scuola ci andavamo da soli , e tornavamo da soli . Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario , a casa era i l terrore. Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. Noi che il 'Disastro di Cernobyl ' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days. Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi ' , mica Halloween. Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo. Noi che l'unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa Noi che all ' oratorio le caramelle costavano 50 lire . . Noi che si suonava la pianola Bontempi. . Noi che Williams Mansell , Nannini e Noi che guardavamo allucinati il futuro con Spazio 1999 Base Lunare Alpha. Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars. Noi che nei mercatini dell ' antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola Noi che le mamme mica ci hanno visti con l' ecografia
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO. QUESTA è
GRAZIE A DJ MILO commenti (4) | Link 15/05/2008Lala76, maggio 15, 2008 10:20 ![]() Catrame e fieno nella mia vita di radici d'erba e acqua salmastra, di vie fluviali che partono per non tornare. Catrame e fieno
in questa notte che non è estate con le mie urla nella musica acustica e lacrime d'asfalto. Catrame e fieno
chi vive solo per una stagione chi è disposto a farsi calpestare pur di riportarmi a casa. E questa notte
commenti (6) | Link
odio la mia vita perchè non mi appartiene la mia vita fatta di lamiere contorte e sangue sparso su catrame e fieno. 14/05/2008Lala76, maggio 14, 2008 10:46
Tempo fa Monica aveva postato la foto di uno spot sull'anoressia e, se anche sono ben lontana dall'essere anoressica, penso a volte a quell'immagine. Sono dimagrita quasi 16 Kg, lo dice la bilancia, eppure mi vedo esattamente come prima. Quando indosso i vestiti certo, mi stanno larghi, soprattutto i jeans, anche quelli di una taglia in meno si sfilano senza slacciare il bottone, però non cambia l'immagine di me che vedo nello specchio. Lo sguaro si ferma sempre lì su quella pancia che sembra sempre sconfinata e su quel sedere che fa provincia... eppure so che si sono un po' ridotti. Mi impressiona come l'immagine di me che ho nel cervello sia comunque immutabilmente grassa... ma per ora mi andrà bene così, sarà come mettere avanti la radiosveglia di un tot di minuti per stimolarmi a fare in fretta, sapendo che non sono poi così in ritardo.
13/05/2008Lala76, maggio 13, 2008 23:03 LA CUCINA
Guardava la sua cucina così disastrata. L'aveva pulita per ore, immaginando minuziosi dettagli che la rendessero quella dei suoi sogni. E ora i piatti invadevano il lavello e il piano. Gli scarti della sua vita restavano serviti nei piatti incrostrati. Avrebbe dovuto svuotare la lavastoviglie e fare posto ai piatti sporchi, dieci minuti e tutto sarebbe tornato al suo posto, ma era stanca. Il solo pensiero di alzare un braccio le costava una fatica disumana e così restava appoggiata al muro, con la bottiglia in mano, a guardare tutto quello scempio di sogni diventati rifiuti. Sapeva piangere, solo piangere. Ma non di quei pianti da accademia, con urla e strepiti. Un pianto senza sussulti e grida, due lacrime infinite che scivolavano sul volto e silenziose si asciugavano da sole lasciando due occhi gonfi che potevano nascondersi semplicemente con un po' di trucco. La tavola restava abbandonata, le sedie non accostate, come se qualcuno si fosse alzato di corsa da lì. E invece no. Le sedie erano rimaste vuote come lo stomaco che si rifiutava di mentire, che gridava e piangeva come gli occhi non sapevano fare. Se ne fregava lui, se non stava bene. Una tavola apparecchiata ha senso solo quando una famiglia si siede per cenare, chiaccherare, condividere ed amare. E possono essere tante le sedie pronte o solo una ... ma è l'armonia che fa di un tavolo una cucina, una casa, un posto dove stare e sentirsi al sicuro. La cucina quella sera era un campo di battaglia |
NOTE NEL VENTO TRA LE RIGHE |
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